L'Avvocato Claudia Lantieri, con 30 anni di esperienza, è avvocato di Cassazione ed esercita su tutto il territorio nazionale.
Scioglimento dell'unione civile: guida pratica e aspetti legali
Se stai pensando di porre fine a un’unione civile, la prima cosa da sapere è che il percorso è notevolmente più snello e rapido rispetto alla crisi del matrimonio tradizionale: non esiste la fase della separazione personale e non occorre dimostrare al Giudice che la crisi di coppia sia irreversibile.
Questo non significa, tuttavia, che sia una procedura priva di adempimenti burocratici, formalità essenziali o insidie legali. In questa guida pratica spieghiamo in dettaglio come funziona lo scioglimento dell’unione civile, quanto tempo richiede la procedura e quali sono le tre strade a tua disposizione per concludere il percorso con serenità e tutela dei tuoi diritti.
Indice dei contenuti
- Cos’è l’unione civile e quali effetti produce
- Quando e come si scioglie l’unione civile
- Primo passo: la dichiarazione all’Ufficiale di Stato Civile
- I tre mesi di attesa e l'orientamento del Tribunale di Milano
- Le tre strade per sciogliere l’unione civile
6. Assegno, figli e casa: quali aspetti occorre disciplinare
7. F.A.Q.
Cos'è l'unione civile e quali effetti produce
L’unione civile tra persone dello stesso sesso è stata introdotta e regolata nel nostro ordinamento dalla Legge 20 maggio 2016, n. 76 (nota come Legge Cirinnà). Si costituisce formalmente mediante una dichiarazione resa di persona di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni.
Dall’unione civile nascono diritti e doveri reciproci per molti aspetti del tutto assimilabili a quelli derivanti dal matrimonio:
- Assistenza morale e materiale reciproca;
- Coabitazione e residenza comune;
- Contribuzione ai bisogni comuni, ciascuno in proporzione alle proprie sostanze e capacità di lavoro professionale o casalingo.
Le differenze sostanziali rispetto al matrimonio riguardano l'assenza del richiamo esplicito all'obbligo di fedeltà nella legge e le specifiche norme che regolano la disciplina delle adozioni.
Quando e come si scioglie l'unione civile
La legge n. 76/2016 individua diverse ipotesi tassative al verificarsi delle quali l’unione civile si scioglie:
- Morte o dichiarazione di morte presunta di una delle parti;
- Manifestazione di volontà di una o di entrambe le parti resa davanti all’ufficiale di stato civile;
- Cause specifiche previste dalla legge sul divorzio (L. 898/1970), come alcune condanne penali di particolare gravità;
- Rettificazione di sesso di una delle parti, secondo le modalità e i casi previsti dalla legge.
Il punto centrale e più frequente è la manifestazione di volontà: per avviare il procedimento è sufficiente la decisione anche di uno solo dei due partner. Non è richiesto il consenso dell'altro unito, né occorre allegare o provare un giustificato motivo.
Stai pensando di porre fine alla tua unione civile o hai dubbi sui tuoi diritti?
Ogni procedimento di scioglimento fondato sulla volontà della coppia (o del singolo) prende avvio con una dichiarazione resa personalmente di fronte all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza di una delle parti o del Comune dove è stata iscritto l'atto di unione.
La dichiarazione può essere presentata:
- Congiuntamente, se entrambi i partner concordano sulla decisione di porre fine all'unione;
- Disgiuntamente (da solo/a), qualora l'iniziativa sia intrapresa da un solo partner.
L'obbligo di preavviso via raccomandata
In caso di dichiarazione disgiunta, la legge stabilisce una tutela fondamentale: la parte che intende manifestare lo scioglimento deve inviare preventivamente all'altra parte una lettera raccomandata A/R (o comunicazione formale equipollente) presso la residenza anagrafica, rendendo nota la propria intenzione.
Senza la prova dell'avvenuta notifica o spedizione, l'Ufficiale dello Stato Civile non potrà raccogliere né annotare la dichiarazione. Si tratta di una fase puramente amministrativa e prodromica, che non scioglie ancora il vincolo giuridico.
I tre mesi di attesa e l'orientamento del Tribunale di Milano
Dalla data di annotazione della dichiarazione decorre un termine dilatorio di tre mesi, concepito dal legislatore come un vero e proprio periodo di riflessione. Durante questo lasso di tempo:
- Le parti possono riconciliarsi e revocare la volontà espressa, facendo cadere la procedura;
- Se la volontà di sciogliere l'unione rimane ferma, la dichiarazione diventa la condizione inderogabile di procedibilità per il passaggio alle fasi successive.
Come ribadito anche dalla giurisprudenza di merito (es. Tribunale di Milano, Sez. IX Civile, sent. n. 45257/2020), il preventivo esperimento di questa fase amministrativa e il rispetto dei 3 mesi di attesa costituiscono requisiti essenziali: non è possibile "saltare" il passaggio in Comune per proporre direttamente ed unicamente il ricorso in Tribunale.
Le tre strade per sciogliere l’unione civile
Una volta trascorsi integralmente i tre mesi dalla dichiarazione, si aprono tre possibili strade procedurali:
Le parti, assistite da almeno un avvocato per ciascuna parte, sottoscrivono un accordo di scioglimento. È una procedura celere, riservata e altamente flessibile.
Può essere utilizzata anche in presenza di figli minori o maggiorenni portatori di handicap o non economicamente autosufficienti (in tal caso l'accordo viene sottoposto al vaglio e all'autorizzazione del Pubblico Ministero).
2. Accordo davanti all’Ufficiale di Stato Civile
È la procedura più economica e semplice, ma è praticabile solo a precise condizioni:
- Assenza di figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o non economicamente autosufficienti;
- L'accordo non deve contenere patti di trasferimento patrimoniale (ad esempio, trasferimenti di immobili o quote societarie). Non richiede obbligatoriamente l'assistenza di un legale, anche se un consulto preventivo è sempre raccomandato per tutelare i propri diritti.
3. Ricorso in Tribunale
Si ricorre alla via giudiziale quando non si riesce a raggiungere un accordo consensuale sui termini dello scioglimento o quando la situazione familiare ed economica risulta complessa.
- Il ricorso si presenta al Giudice (congiuntamente o da parte di uno solo);
- Durante la prima udienza presidenziale, il Giudice tenta la conciliazione e adotta gli eventuali provvedimenti temporanei e urgenti per proseguire poi il giudizio fino alla sentenza.
Tabella comparativa
| Caratteristica | Scioglimento consensuale | Scioglimento giudiziale |
|---|---|---|
| Accordo delle parti | Sì | No |
| Modalità operative | Accordo in Comune | Ricorso in Tribunale |
| Negoziazione assistita | ||
| Presenza dell'avvocato | Non obbligatoria in Comune | Obbligatoria per ciascuno |
| Obbligatoria per la negoziazione | ||
| Tempi di definizione | Molto rapidi | Più lunghi |
| Costi | Contenuti | Più alti |
| Impatto emotivo | Basso | Elevato |
Assegno, figli e casa: quali aspetti occorre disciplinare
Lo scioglimento dell'unione civile comporta la definizione di questioni economico-patrimoniali e familiari cruciali:
- Assegno post-unione: non spetta automaticamente. Si applicano in via analogica i criteri previsti per l'assegno di divorzio: il divario economico tra le parti, l'autosufficienza, il contributo fornito alla vita familiare e alla formazione del patrimonio comune, la durata dell'unione e i sacrifici professionali compiuti.
- Affidamento e mantenimento dei figli: l'affidamento, il collocamento, la previsione di un assegno di mantenimento e i tempi di visita devono essere sempre stabiliti tenendo conto del primario ed esclusivo interesse del minore.
- Assegnazione della casa e patrimonio: occorre definire la sorte dell'immobile adibito a residenza familiare, la divisione dei beni acquistati insieme ed il conguaglio dei rapporti patrimoniali.
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F.A.Q.
Posso sciogliere l’unione civile se il mio partner non è d’accordo?
Sì. La legge consente di avviare il procedimento anche su iniziativa disgiunta di un solo partner. Sarà sufficiente notificare al partner la propria intenzione tramite raccomandata e rendere la dichiarazione in Comune.
Ho diritto a un assegno di mantenimento dopo lo scioglimento?
Il diritto all'assegno post-unione viene valutato caso per caso in base al reddito, al patrimonio, all'età, alla durata dell'unione e al contributo dato alla vita comune.
Cosa succede se ci riconciliamo nei tre mesi?
La dichiarazione perde efficacia e il procedimento si ferma.
L'assistenza di un avvocato è sempre obbligatoria?
L'avvocato è obbligatorio per la negoziazione assistita e per il ricorso giudiziale in Tribunale. Per l'accordo semplice in Comune non è per legge obbligatorio, ma una consulenza legale preventiva è altamente consigliata per evitare errori o rinunce inconsapevoli.
